Leggere la pagina di un giorno
Ogni giorno del Martirologio Romano ha la stessa forma: un’intestazione con la data e la luna, poi gli elogi dei santi e dei beati di cui ricorre la memoria in quel giorno, in un ordine stabilito. Ecco il 2 gennaio nell’edizione latina del 2004, in schema:
2 Ianuarii
Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno …
2.San Telesforo …
4*.San Teodoro …
5*.San Bladolfo …
12*.Beato Marcolino Amanni …
L’intestazione
Le edizioni più antiche datano ogni giorno alla maniera romana, contando verso tre giorni fissi del mese:
- le calende (Kalendae), il giorno 1;
- le none (Nonae), il giorno 5, o il 7 in marzo, maggio, luglio e ottobre;
- le idi (Idus), il giorno 13, o il 15 in quei quattro mesi.
Gli altri giorni si contano all’indietro fino al più vicino di questi, includendo entrambi gli estremi: il giorno prima è pridie, quello ancora prima il terzo giorno, e così via. Così il 2 gennaio, quarto giorno prima delle none di gennaio contando entrambi gli estremi, è Quarto Nonas Ianuarii, come stampa l’edizione del 1630, seguito da Luna. I giorni dopo le idi si contano verso le calende del mese seguente: il 14 gennaio è il diciannovesimo giorno prima delle calende di febbraio. L’edizione italiana dà entrambe le forme quando spiega il giorno lunare: «1° gennaio (o calende di gennaio)».
Dopo la data si può annunciare il giorno della luna (vedi La tavola lunare). Su questo sito il lettore mostra la luna dell’anno in corso sotto l’intestazione di ogni giorno.
L’ordine degli elogi
Le celebrazioni del Calendario Romano Generale vengono per prime. Nella stampa sono messe in risalto e non hanno numero, ma la numerazione del giorno le conta: il 2 gennaio il primo elogio numerato è il 2, perché i santi Basilio e Gregorio, memoria del giorno, sono i primi.
Seguono gli altri elogi, numerati secondo il loro ordine all’interno del giorno (Premesse, n. 29). Quando l’edizione di una Conferenza Episcopale aggiunge elogi propri di tutta la nazione, questi vengono subito dopo quelli del Calendario Generale (Premesse, n. 41).
Si ricordi che gli elogi di un giorno si leggono il giorno precedente (vedi L’uso del Martirologio).
Gli asterischi
Alcuni numeri recano un asterisco: 4*, 5*, 12*. L’asterisco indica lo «statuto particolare o locale» della commemorazione: è posto accanto al numero dei santi più antichi il cui culto è locale, e di tutti i beati dal Medioevo ai nostri giorni (Premesse, n. 29). I loro elogi si leggono solo nelle diocesi o nelle famiglie religiose che hanno ricevuto la concessione di quel culto (Rito, n. 11). Altrove il lettore li tralascia.
L’asterisco appartiene a un’edizione, non all’elogio. L’edizione latina del 2004 e l’edizione italiana (CEI) non sempre concordano: 23 elogi hanno l’asterisco nella stampa latina ma non in quella italiana, e 6 il contrario. Questo sito mostra ciascuna edizione come è stampata, e registra la differenza nelle note dell’edizione (vedi Note, refusi ed errata).
Item, Eodem die, Ibidem
Molti elogi cominciano con un luogo: Romae, “a Roma”. Tre attacchi legano un elogio a quelli che lo precedono:
- Item (“parimenti”) ed Eodem die (“nello stesso giorno”) introducono un altro elogio dello stesso giorno. Non riprendono il luogo dell’elogio precedente.
- Ibidem (“nello stesso luogo”) sì: indica il luogo nominato nell’elogio precedente.