Martirologio

Il Martirologio e i calendari particolari

Il Calendario Romano Generale elenca le celebrazioni di tutto il Rito romano. Diocesi, nazioni e famiglie religiose celebrano anche i propri santi, nei loro Calendari Propri. Il Martirologio Romano sta tra gli uni e gli altri: contiene tutti i santi del Calendario Generale e molti, ma non tutti, dei santi dei calendari particolari. Questa pagina spiega come il libro e quei calendari si accordano. Le Premesse si rifanno di continuo all’Istruzione Calendaria particularia della Sacra Congregazione per il Culto Divino (24 giugno 1970).

Il Calendario Generale e i calendari particolari

Il martirologio riporta i santi iscritti nel Calendario Romano, che hanno importanza universale per tutto il Rito romano, e anche molti di quelli raccomandati a una Chiesa particolare o a una famiglia religiosa e lì commemorati con un certo grado liturgico (Premesse, n. 29).

Ogni diocesi e ogni famiglia religiosa deve avere il proprio Calendario Proprio, e ogni Conferenza Episcopale redige quello della sua nazione o, insieme ad altre Conferenze, di un territorio più vasto. Ciascuno di essi deve essere in accordo con il Martirologio Romano e riceve l’approvazione o la conferma della Sede Apostolica (Premesse, n. 32).

Santi e beati

Un santo iscritto nel martirologio in un dato giorno può essere celebrato in quel giorno, nella Messa e nell’Ufficio, ovunque sia ammessa una memoria facoltativa (Premesse, n. 30).

Un beato può essere celebrato solo nella diocesi, nazione, regione o famiglia religiosa a cui la Sede Apostolica ha concesso quel culto (Premesse, n. 31). L’asterisco accanto al numero dell’elogio indica questo statuto particolare o locale; vedi Gli asterischi.

Quando il giorno natalizio è impedito

Il giorno di un santo nel martirologio è di norma il suo giorno natalizio, quello della sua morte e nascita al cielo. Se quel giorno è impedito ogni anno da una celebrazione di grado superiore, il Calendario Proprio può celebrare il santo nel giorno libero più vicino, o in un altro giorno legato a lui: il ritrovamento, l’elevazione o la traslazione delle reliquie, o, meno opportunamente, il giorno della canonizzazione o beatificazione. L’elogio si legge allora con una delle formule per le memorie trasferite (Premesse, n. 33); vedi Memorie trasferite.

Titolari delle chiese

Una chiesa può avere come titolare qualsiasi santo che figuri nel Martirologio Romano. Per un beato occorre un indulto della Sede Apostolica, salvo che egli figuri già, a buon diritto, nel Calendario Proprio diocesano o nazionale (Premesse, n. 34).

I Propri del Martirologio

Una diocesi, una nazione o una famiglia religiosa può redigere un Proprio del Martirologio o un’Appendice del Martirologio. Vi si elencano i santi e i beati del suo Calendario Proprio che mancano nel Martirologio Romano, che vi sono celebrati in un altro giorno o con un altro grado, o il cui elogio è sembrato opportuno ampliare un poco. Tale Proprio si trasmette alla Congregazione per il Culto Divino per la revisione e l’approvazione o conferma (Premesse, n. 38).

Le Premesse dicono anche come vanno scritti questi elogi. Non devono imitare il genere delle “Vite” o delle “Leggende”; per quanto possibile mostrano come Cristo, nella sua Pasqua, ha vinto in coloro che lo hanno servito, e quale grazia ha dato a ciascuno. Si osserva rigorosamente la verità storica, senza elementi omiletici o di edificazione, e un elogio non dovrebbe superare circa quaranta parole (Premesse, n. 39).

Le edizioni delle Conferenze Episcopali

Le Conferenze Episcopali preparano le traduzioni del martirologio nelle lingue moderne, mantenendo il testo integro e fedele e rispettandone il genere letterario (Premesse, n. 40).

Nell’edizione di una Conferenza, gli elogi propri di un’intera nazione o regione, per concessione della Santa Sede, vengono per primi nel loro giorno, subito dopo gli elogi delle celebrazioni del Calendario Generale, e sono stampati con gli stessi caratteri. Gli elogi di un singolo territorio o diocesi trovano sempre posto in un’appendice a parte. Ogni edizione di questo genere è approvata dalla Conferenza e rivista dalla Sede Apostolica; lo stesso vale, con i dovuti adattamenti, per una famiglia religiosa (Premesse, n. 41).

Infine, una traduzione del Martirologio Romano, che deve essere integrale, non è la stessa cosa di una raccolta parziale tratta da esso per l’uso pastorale; tali raccolte non sono destinate all’uso liturgico (Premesse, n. 42).