Martirologio

Note, refusi ed errata

Una pagina del lettore mostra due generi di cose: ciò che l’edizione stessa stampa, e ciò che aggiungono i curatori di questo sito. Il sito li tiene visibilmente distinti, perché il lettore sappia sempre quale è quale.

Ciò che l’edizione stampa

Alcune edizioni stampano note proprie. La più ricca è quella del 1630: sotto gli elogi di ogni giorno vengono le note a piè di pagina di Baronio (Notationes), sulle fonti di ciascun elogio, legate a richiami nel testo come sono stampati; e in margine, piccole note marginali rinviano ai luoghi dei suoi Annales Ecclesiastici in cui si parla di ciascun santo. Il sito le mostra come sono stampate, nella lingua dell’edizione, a piè di pagina e accanto al testo. Vedi, per esempio, il 1° gennaio nell’edizione del 1630.

Gli errata dell’edizione

I libri antichi terminano spesso con un elenco di errata: correzioni fatte dallo stampatore o dal curatore dopo la stampa delle pagine. Dove l’elenco degli errata di un’edizione corregge un elogio, il sito mostra la correzione subito dopo le parole a cui si riferisce (o subito prima, se è un’aggiunta che apre l’elogio), in marrone, come [Errata: …]. Passandoci sopra con il puntatore, o selezionandola con la tastiera, si vede l’erratum come è stampato e dove si trova. Per esempio, il 16 gennaio nell’edizione del 1630 il testo stampa Berradi, e gli errata lo correggono in Berardi.

I refusi trovati dai curatori

Alcuni refusi l’edizione stessa non li corregge. Quando i curatori ne hanno verificato uno sulla pagina stampata, il sito lo segnala, in grigio, come [sic! expected: …]: sic! significa che la parola è stampata così, e segue la lezione attesa. Sono rilievi del sito, non dell’edizione: sono distinti dai suoi errata. Ciascuno è una sola parola, o un’espressione di non più di tre parole, e ciascuno è registrato nel registro aperto (vedi Dati e fonti). Per esempio, un refuso dell’edizione latina del 2004 è segnalato il 12 giugno.

Le note dei curatori

Alcune cose richiedono più di una parola. Una croce rossa † nel testo segnala una nota dei curatori, data in inglese a piè di pagina, sotto un breve filetto: una seconda nota nella stessa pagina è segnata ††, e così via. Si usano le croci, anziché asterischi o numeri, perché non si confondano mai con i segni dell’edizione stessa. Una nota può registrare un errore della fonte, spiegare una decisione sull’identità di un elogio, o rinviare allo stesso elogio in un altro giorno; gli identificatori che nomina rimandano ai loro elogi. Per esempio, una nota al 1° gennaio nell’edizione italiana registra un luogo tradotto in modo errato.

La pagina delle note di un’edizione

Ogni edizione ha una pagina che raccoglie, per l’intero anno, le note dei curatori, i refusi e gli errata, ciascuno con il suo elogio e un collegamento al suo giorno. Si può filtrare per tipo. La si apre dal lettore, o all’indirizzo /read/<edizione>/notes, per esempio le note dell’edizione del 1630.